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08/05/2023

Il dibattito pubblico sull’imposta di successione

La tradizione ci dice che la prima moneta della storia è stata coniata in una colonia greca

dell’Asia minore nel VII secolo a.C. e il suo valore corrispondeva a quello dei metalli di cui era composta (in quel caso, una lega naturale di oro e argento nota come elettro). La prima effige immortalata su una moneta è stata quella di Poseidone, dio del mare nell’antica Grecia, mentre il primo pezzo di carta identificabile come banconota sarebbe arrivato dalla Cina solo ottocento anni dopo Cristo e serviva come assicurazione per l’eventuale furto di metalli preziosi.

 

Gli economisti e i numismatici (coloro che studiano la scienza e la storia della moneta) concordano nel non definirla “una scoperta”, dal momento che questa è stata la conclusione naturale di un lungo processo di ricerca di un mezzo

che potesse soddisfare esigenze diverse, e costituire un controvalore per oggetti di varia natura. Un processo che non è mai terminato, almeno a giudicare dal contenuto dei nostri portafogli, ancora oggi pieni di monete e banconote.

Nel caso fossi di fretta

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Perchè no
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Perché no all’imposta di successione

La misura redistributiva annunciata da Letta è stata accolta con un certo scetticismo già all’interno dello stesso Partito Democratico e ha ricevuto il secco no di Lega e Fratelli d’Italia, che da fronti opposti della maggioranza di governo hanno bocciato l’idea di un aumento delle aliquote sull’imposta di successione. Non solo, la proposta è stata stoppata sul nascere anche dal presidente del Consiglio Mario Draghi, che durante la conferenza stampa dello scorso 20 maggio

Perchè sì
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Perché sì all’imposta di successione

La misura redistributiva annunciata da Letta è stata accolta con un certo scetticismo già all’interno dello stesso Partito Democratico e ha ricevuto il secco no di Lega e Fratelli d’Italia, che da fronti opposti della maggioranza di governo hanno bocciato l’idea di un aumento delle aliquote sull’imposta di successione. Non solo, la proposta è stata stoppata sul nascere anche dal presidente del Consiglio Mario Draghi, che durante la conferenza stampa dello scorso 20 maggio

La proposta lanciata da Enrico Letta riguarda un aumento dell’aliquota sull’imposta di successione per lasciti sopra i 5 milioni di euro, con il nuovo gettito che andrebbe a finanziare una dote di 10 mila euro per i neodiciottenni (selezionati sulla base del reddito)

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Quota di patrimonio posseduta dal 10%
a dall’1% della popolazione

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In conclusione

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